
Il Principe di Persia torna a Babilonia con l’amata Kaileena, imperatrice del tempo. Entrando nel porto, tuttavia, scopre la città devastata e depredata da una terribile battaglia. La sua nave viene incendiata e Kaileena rapita da misteriosi individui. Inizia così la sua odissea alla ricerca della donna che si scoprirà essere stata rapita per un macabro sacrificio. Indubbiamente la trama appare molto affascinante: si segnalano elementi semanticamente notevoli (in particolare per quanto concerne la narrazione in passato remoto, a scontrarsi con l’azione in tempo reale del gioco) nonché punti di svolta ben calibrati. Q Le possibilità concesse dai controlli di Nintendo Wii, è bene chiarirlo, sono sempre causa sufficiente per decretare una nuova esperienza di gioco. Da questo punto di vista, Rival Swords non fa eccezioni. Pur non introducendo la totale libertà di controllo dell’arma (la spada reagisce a prescindere dal modo in cui si agita il WiiMote), gli sviluppatori hanno adattato i controller ad un complicato sistema di combo, evitando la trasformazione dei momenti di combattimento in una caotica oscillazione di WiiMote e Nunchuck. Per mettere al tappeto i nemici, infatti, è opportuno imparare sequenze di movimenti che permettano assassinii rapidi o attacchi efficaci. Agitando correttamente entrambi i controller (sono infatti due le armi impugnate), il Principe esegue spettacolari mosse alternando mortali fendenti a vere e proprie evoluzioni di arti marziali, contrappuntate da rallenty che ne evidenziano la maestria. Allo stesso modo si riscontra una notevole evoluzione nel controllo della telecamera, il quale è affidato ai giroscopi del WiiMote. Qui si segnala l’ottima idea degli sviluppatori che hanno reso un controllo a prima vista poco intuitivo in qualcosa di perfettamente assimilabile dal giocatore: in un paio d’ore di gioco la rotazione del punto di vista diventa quasi automatica. Rimangono invece inalterate, rispetto ai precedenti capitoli, le azioni di gioco: è possibile correre sui muri, aggrapparsi a catene e cornicioni, infilarsi in pertugi per piombare sulla testa di ignari nemici. Dal punto di vista tecnico il gioco certamente non eccelle per quanto concerne gli elementi grafici. Ci troviamo ancora in piena grafica old-gen le cui cattive caratteristiche (un pessimo anti-aliasing, ad esempio) sono purtroppo messe in evidenza dal vistoso confronto con alcuni filmati realizzati in grafica renderizzata presenti nelle spettacolari sequenze introduttive. Il passaggio dal filmato alla grafica reale del gioco –in particolare nella sequenza di apertura– sono molto evidenti. Risultano invece molto gradevoli i ralenti negli assassini rapidi e una modalità di vista panoramica, che allarga lo zoom sull’intero luogo visitato senza il minimo calo di frame rate. Nel complesso, però, non possiamo totalmente condannare la grafica di Prince of Persia: Rival Swords che, seppur di vecchia generazione, è comunque piacevole e mai trascurata. Gli elementi audio sono invece molto ben realizzati: un doppiaggio totalmente italiano di buon livello ed ottime musiche a tema mediorientale in grado di sottolineare le diverse fasi di gioco. Il gioco è indubbiamente la trasposizione su Wii di un titolo apparso già diverso tempo fa sulle console di vecchia generazione. D’altro canto, però, non si può negare che gli sviluppatori abbiano posto una certa attenzione nell’implementazione dei controller Nintendo. La valutazione di un gioco per Wii, infatti, deve tener conto dei controller in modo particolare. Da questo punto di vista possiamo affermare che Rival Swords è un altro gioco, è una nuova esperienza su di una nuova console.
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